(Redazione) Firenze, 28 aprile 2026 – La Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, che si celebra ogni 28 aprile, è sempre un’occasione per fare il punto della situazione sugli incidenti e di riflesso sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Quello che quest’anno emerge, in Italia, è che i numeri, pur mostrando qualche lieve miglioramento, restano ancora lontani da una reale inversione di tendenza.
Secondo i dati Inail, nel 2025 nel Belpaese le morti sul lavoro sono state 792, in leggero calo rispetto all’anno precedente. Un segnale positivo, ma non sufficiente a ridimensionare la gravità del fenomeno, che continua a colpire soprattutto alcuni settori come l’edilizia, che si conferma al primo posto per numero di vittime, seguita da manifattura e trasporti.
Anche a livello regionale emergono dinamiche simili. In Toscana, nel 2025, gli incidenti mortali sono stati 67 contro i 74 del 2024. Tuttavia, osservando l’andamento degli ultimi cinque anni, il quadro appare tutt’altro che lineare: 83 morti nel 2020, 76 nel 2021, 91 nel 2022, 59 nel 2023. Un andamento altalenante che indica come non sia stata ancora imboccata una strada realmente efficace e duratura nella prevenzione.
Lo stesso vale per gli infortuni denunciati. Dopo il picco del 2022, con 53.145 casi, nel 2025 si è scesi a 46.813, un dato inferiore anche al 2024. Ma anche in questo caso il calo non segue una traiettoria costante, segno di un sistema che fatica a consolidare i risultati.
Tra gli aspetti più preoccupanti emerge l’età dei lavoratori coinvolti: aumentano infatti gli infortuni tra le persone tra i 60 ed i 69 anni, cresciuti del 12% nel 2025. Si tratta di una fascia che, fino a pochi anni fa, sarebbe stata già fuori dal mondo del lavoro, ma che oggi resta invece esposta a rischi significativi.
In crescita sono inoltre le denunce di malattie professionali, passate da 86 nel 2020 a 302 nel 2024, con un incremento del 250%. Un dato che può apparire allarmante, ma che potrebbe riflettere anche una maggiore consapevolezza e propensione a denunciare. Cambia inoltre la tipologia delle patologie: diminuiscono i tumori, mentre aumentano le malattie del sistema nervoso, con un’incidenza particolarmente elevata per quelle osteomuscolari e del tessuto connettivo.
Di fronte a questo scenario, i sindacati sottolineano la necessità di investire nella formazione continua, considerata uno strumento fondamentale per rafforzare la prevenzione. Ma il tema della sicurezza, sempre più, si lega a una revisione più ampia dell’organizzazione del lavoro. Dietro molti infortuni, infatti, si nascondono ritmi intensi, pressioni costanti e carichi mentali elevati, fattori che incidono profondamente sulla salute e sul benessere di chi lavora.
