Un stella cadente (Ok Mugello)

(Sandro Marisi) Firenze, 10 agosto 2026 – Prima il sole che si trasforma in una sottile falce e scende verso l’orizzonte, ancora oscurato dalla luna. Poi la notte, il buio che avvolge il paesaggio e il cielo che si accende delle tradizionali stelle cadenti. Il 12 agosto la Toscana vivrà una serata astronomica fuori dall’ordinario, capace di unire in poche ore due spettacoli celesti e, insieme, un appuntamento che appartiene da secoli all’immaginario dell’estate.
L’eclissi solare sarà parziale ma particolarmente intensa in Toscana. In alcune zone il disco del sole arriverà a essere oscurato per oltre il 90 per cento, regalando un fenomeno che non si presentava con caratteristiche simili dal 1999. L’eclissi inizierà intorno alle 19.30 e accompagnerà il sole nella sua discesa verso l’orizzonte, raggiungendo il massimo oscuramento poco prima del tramonto, tra le 20.20 e le 20.25, con variazioni legate alla località.
Sarà soprattutto il tramonto a rendere l’appuntamento suggestivo. Mentre la luna continuerà a coprire il sole, la luce del giorno si farà sempre più tenue e, in molte località, la falce luminosa potrà assumere le tonalità rosse del crepuscolo. Per seguire il fenomeno sarà necessario avere un orizzonte libero verso nord-ovest, una condizione che rende particolarmente favorevoli le zone costiere, dove lo sguardo può perdersi senza ostacoli verso il mare.
La Toscana si troverà così in una posizione privilegiata. Apuane, Versilia e le coste pisana e livornese potranno raggiungere un oscuramento del 93-94 per cento. Nell’area di Firenze, Prato e Pistoia si arriverà indicativamente tra l’89 e il 92 per cento, mentre all’Elba il fenomeno raggiungerà circa il 90 per cento. Più contenuto l’oscuramento procedendo verso l’interno: circa l’86 per cento a Siena, l’84 in Maremma e intorno all’82 per cento ad Arezzo e nel Casentino.
Ma lo spettacolo del cielo non finirà con il tramonto. Quando arriverà la notte, lontano dalle luci artificiali, torneranno protagoniste le Perseidi, lo sciame meteorico che ogni estate accompagna il periodo di San Lorenzo.
È proprio questo passaggio dalla luce al buio a dare alla serata un significato che va oltre l’evento astronomico. La notte di San Lorenzo è uno dei momenti più riconoscibili dell’estate italiana: una notte da trascorrere all’aperto, con lo sguardo rivolto al cielo e il tempo scandito dall’attesa di una scia luminosa. In Toscana questa tradizione trova un palcoscenico particolare nei borghi, sulle colline, nelle campagne e lungo la costa, dove il cielo stellato diventa parte integrante del paesaggio.
Le cosiddette “lacrime di San Lorenzo” hanno trasformato negli anni un fenomeno astronomico in un rito collettivo. Le persone si ritrovano, si allontanano dalle città, cercano un punto buio e aspettano. È un’abitudine semplice, quasi antica, che ogni estate rinnova il rapporto con il cielo e con il desiderio affidato a una stella cadente.
Quest’anno, in Toscana, l’attesa avrà qualcosa in più. Prima il sole che si spegne lentamente dietro l’orizzonte sotto l’ombra della luna, poi il cielo notturno attraversato dalle Perseidi. Una sequenza che trasforma una sera d’estate in un momento da osservare con calma, riscoprendo il valore di fermarsi e guardare in alto.
Perché la notte di San Lorenzo, al di là delle stelle cadenti, continua a rappresentare anche questo: la possibilità di interrompere per qualche ora il ritmo quotidiano, condividere un’attesa e ritrovare nel cielo qualcosa di meravigliosamente semplice e universale.

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