(Marco Ceccarini) Livorno, 14 marzo 2026 – Non solo uova di cioccolato e colombe. La Pasqua, in Toscana, offre molte altre specialità dolciarie da gustare in famiglia o con gli amici. La maggior parte di queste ricette nasce dalla tradizione cristiana. Nei secoli, durante la Quaresima, quando l’alimentazione doveva essere sobria e moderata per rispettare i precetti religiosi, si sono infatti diffuse preparazioni prive di burro ed altri grassi animali. Per questo motivo molti dolci pasquali, in Toscana e non solo, sono secchi e fragranti, spesso aromatizzati con spezie, oppure lievitati simili al pane e poco zuccherati. Ma andiamo con ordine.
I quaresimali (Firenze, Prato, Siena)
I quaresimali sono biscotti a forma di lettere dell’alfabeto diffusi soprattutto nell’Area fiorentina e pratese e nel Chianti senese. Si preparano con pochi ingredienti – farina, zucchero, albumi e cacao – e secondo la tradizione furono inventati a metà Ottocento da alcune monache di un convento tra Firenze e Prato. Erano tra i pochi dolci consentiti durante la Quaresima proprio perché privi di burro. La forma delle lettere, inoltre, avrebbe contribuito simbolicamente alla diffusione della parola del Vangelo.
La schiacciata livornese (Livorno e Pisa)
Un altro dolce tipico della Pasqua toscana è la schiacciata livornese, un soffice lievitato preparato con farina, uova, zucchero, scorza d’arancia e semi di anice. È diffusa soprattutto nelle province di Pisa e Livorno e richiede una lunga lavorazione con lievitazione naturale, che le conferisce una consistenza leggera e soffice, simile a quella del panettone. Si gusta spesso a colazione, da sola o con marmellata e cioccolato, mentre a fine pasto è perfetta accompagnata da un bicchierino di vin santo.
La pasimata (Lucca e Garfagnana)
Tipica della Garfagnana e della Lucchesia è la pasimata, un dolce pasquale dalle origini antiche e popolari. La preparazione è lunga e può durare anche più di un giorno. Si tratta di un lievitato soffice simile al panettone che in passato veniva preparato la vigilia di Pasqua e portato in chiesa per essere benedetto insieme alle uova. Gli ingredienti principali sono farina, uova, zucchero, uva passa e strutto.
I corolli senesi (Siena)
A Siena, durante la Settimana Santa, si preparano i corolli, dolci a forma di ciambella con un impasto simile a quello della schiacciata pasquale. L’ingrediente che li caratterizza è l’anice in semi, che dona il tipico aroma.
Il pan di ramerino (Firenze)
Tra i dolci più conosciuti della tradizione fiorentina c’è il pan di ramerino. In origine veniva consumato soltanto nel periodo quaresimale, soprattutto il Giovedì Santo, mentre oggi è diffuso tutto l’anno nei forni e nelle pasticcerie. È un pane dolce e aromatico arricchito con uvetta e rosmarino, chiamato ramerino in Toscana, pane che prima della cottura viene spennellato con uovo sbattuto, che gli conferisce il caratteristico colore dorato. Si può gustare da solo oppure con marmellata o formaggi freschi.
La sportella e il ceremito (Isola d’Elba)
All’Isola d’Elba, in particolare a Rio nell’Elba e Rio Marina, la tradizione pasquale è legata alla sportella e al ceremito. La sportella è un dolce a forma di ciambella intrecciata, decorato con zuccherini colorati e aromatizzato all’anice, simbolo femminile. Il ceremito, a forma di occhione, simbolo maschile. Un tempo questi dolci venivano scambiati tra fidanzati come augurio di fertilità. La tradizione si svolgeva la Domenica delle Palme: i giovani donavano alle ragazze un paniere con fiori e un dolce pasquale e, se il dono era gradito, ricevevano in cambio una sportella benedetta durante la messa.
Le scole pistoiesi (Pistoia)
Nel territorio di Pistoia si preparano invece le scole, panini semidolci aromatizzati all’anice e arricchiti con uvetta. Vengono consumati soprattutto a colazione e sono ricoperti con glassa e zucchero semolato. La loro origine è curiosa: inizialmente erano piccoli pezzi di impasto utilizzati nei forni a legna per verificare la temperatura prima di cuocere il pane. Con il tempo sono stati arricchiti con zucchero, uvetta e anice, diventando un dolce tipico del periodo pasquale.
