Giorgio Mendella (foto tratta da Wikipedia)

(Marco Ceccarini) Viareggio, 20 febbraio 2026 – È scomparso a Sanremo quest’oggi, venerdì 20 febbraio, Giorgio Mendella, finanziere ed imprenditore nato in Brianza ma viareggino d’adozione. Figura controversa e protagonista di una stagione intensa dell’imprenditoria privata italiana tra gli anni Ottanta e Novanta, Mendella ha legato il proprio nome a numerose iniziative nei settori televisivo, finanziario e sportivo. È stato l’ideatore e proprietario di Rete Mia e patron della squadra di calcio del Viareggio.

Mendella avrebbe compiuto tra pochi giorni 73 anni. Era infatti nato a Monza il 3 marzo 1953. Per le attività da lui svolte fu chiamato il Berlusconi della Versilia, operando come Silvio Berlusconi nei settori dell’imprenditoria televisiva e della dirigenza sportiva.

Diplomato perito elettrotecnico, si formò successivamente da autodidatta approfondendo informatica ed economia. Gli inizi furono lontani dai grandi gruppi societari: lavorò come fattorino presso una galleria d’arte e, alla fine degli anni Settanta, il titolare gli propose di occuparsi delle televendite di quadri e opere d’arte sugli schermi di Bergamo Tv. Fu quella la prima esperienza che lo avvicinò al mondo della televisione e della comunicazione commerciale.

Negli anni Ottanta fondò l’emittente Rete Mia, che tra il 1988 e il 1992 arrivò a coprire gran parte del territorio nazionale grazie all’acquisizione di numerose televisioni locali. L’esperienza televisiva rappresentò il cuore del suo progetto imprenditoriale, basato su una rete articolata di società collegate.

A cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta diede vita al gruppo Intermercato, una holding che controllava decine di società, con un volume d’affari che la stampa dell’epoca stimò in oltre mille miliardi di lire. Oltre a Rete Mia, il gruppo comprendeva realtà come Capitalfinanziaria, Domovideo, Fin Versilia, Publimercato ’90, Interco e Mias Assicurazioni. In quegli anni Mendella acquisì la proprietà dell’Associazione Sportiva Viareggio Calcio tramite il gruppo Intermercato (il presidente del club era Pietro Raffaelli, ndr) e allo stadio dei Pini di Viareggio, città dove abitava, prese ad organizzare convention che riunivano migliaia di soci ed investitori. Secondo quanto riportato dalla stampa, nel 1989 sarebbe stato tra i promotori della prima public company in Italia.

Nel frattempo ampliò i propri interessi al settore delle telecomunicazioni, entrando nel mercato libero della telefonia con un progetto satellitare e fondando a Viareggio la società Primosat Corporation. Dopo la caduta del muro di Berlino guardò ai mercati dell’Europa orientale, avviando iniziative commerciali, immobiliari e turistiche. In Romania, a Bucarest, aprì un supermercato che vendeva prodotti occidentali in valuta locale.

La parabola imprenditoriale di Mendella si intrecciò però con una complessa vicenda giudiziaria. Nel 1991 fu incriminato per diversi reati, tra cui associazione a delinquere, truffa, sollecitazione abusiva al pubblico risparmio, esercizio abusivo della professione bancaria e falso in bilancio. L’esperienza di Rete Mia si concluse definitivamente nel 1999 quando il Tribunale di Lucca lo condannò per bancarotta fraudolenta, assolvendo in parte l’imputato dagli altri capi d’accusa e dichiarando per altri l’intervenuta prescrizione. Nelle motivazioni della sentenza, i giudici indicarono in 984 milioni di lire la somma ritenuta utilizzata per fini personali.

Con la sua scomparsa si chiude una vicenda che ha attraversato alcune delle stagioni più dinamiche e controverse dell’imprenditoria privata italiana, lasciando un segno nel panorama televisivo locale e nazionale e nella vita economica della Toscana occidentale e in particolare della Versilia.

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