(Rolando Campes) Vinci, 15 febbraio 2026 – Il sindaco di Vinci, Daniele Vanni, da un anno e mezzo a Palazzina Uzielli, non trattiene lo stupore e anche l’indignazione: “La censura a Leonardo, no! Vederlo in televisione senza un pezzo, in nome di chissà quale sensibilità che non ha senso, dà fastidio. Dà la sensazione della censura. Vogliamo spiegazioni”.

In tivù l’immagine di uno dei principali simboli leonardiani e della città di Vinci, l’Uomo Vitruviano, sta passando, in questi giorni, con i genitali “sbianchettati” e quindi cancellati. E il sindaco Vanni insiste: “La Rai ci spieghi”.

La Rai però ha chiarito. La sigla è stata realizzata dalla Olympic Broadcasting Services, emanazione del Comitato Olimpico Internazionale, con sede a Madrid. Come dire: non dovete chiedere a noi se l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci è stato “manomesso”.

Il Comune di Vinci, tuttavia, ha diffuso una nota per chiarire la sua posizione: “Leonardo da Vinci rappresenta un patrimonio universale, ma per noi è prima di tutto identità, storia e responsabilità. L’Uomo Vitruviano non è soltanto un disegno celebre: è il simbolo dell’armonia tra arte e scienza e tra uomo e natura. Ogni intervento che ne alteri l’originalità rischia di trasmettere un messaggio sbagliato e di indebolire il valore autentico dell’opera. L’arte non si censura, non si modifica per adattarla alle sensibilità del momento. Si contestualizza, si spiega, si valorizza. Il servizio pubblico ha il compito di promuovere la cultura nella sua verità storica, non di rielaborarla”.

Adesso si attendono le repliche e le spiegazioni, oltre che della Rai, anche della Olympic Broadcasting Services e del Comitato Olimpico Internazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *